Caffeina negli anziani, meglio non abusarne

" La caffeina negli anziani può avere effetti che possono condurre a un'assunzione errata dei farmaci. Scopri tutti i dettagli nel nostro approfondimento! "

Data: 15/9/16 | Vista: 931

Caffeina negli anziani, meglio non abusarne

Caffeina negli anziani, una sostanza da tenere sotto controllo

Una ricerca condotta in Canada ha dimostrato che la caffeina negli anziani può incidere sui risultati degli esami per l'ipertensione soprattutto nelle persone che non ne assumono abitualmente. Da ciò la possibilità di diagnosi e cure farmacologiche errate.

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Anziani e caffeina, la ricerca condotta

Al fine di verificare una possibile relazione tra l'uso della caffeina e l'ipertensione negli anziani i ricercatori canadesi hanno misurato periodicamente la pressione a un gruppo di 13 persone di età superiore ai 50 anni. È stato notato che non assumerne anche per soli due giorni può far sì che all'assunzione successiva di caffè, anche se si tratta di una sola tazzina, la pressione sanguigna può aumentare per diverse ore.

La caffeina, inoltre, riduce l'effetto dei farmaci che vengono comunemente prescritti per il trattamento della pressione alta negli adulti e negli anziani: anche piccole dosi di caffeina riescono a compromettere la dose massima di farmaco da assumere. Per poter avere nuovamente effetto bisogna raddoppiare la dose massima del farmaco esponendo, in tal modo, a maggiori rischi di effetti collaterali.

Che consumatore di caffè sei?

Circa il 15% delle persone che assumono caffè lo fa in modo occasionale: sono loro che devono stare particolarmente attenti agli effetti che la caffeina può avere perché, stando ai risultati di questo studio, è più facile che la pressione sanguigna aumenti. I consumatori abituali di caffè, invece, risentirebbero meno degli effetti di questa sostanza perché svilupperebbero una tolleranza.

La raccomandazione dei ricercatori, quindi, è quella di evitare di bere caffè nelle 48 ore che precedono eventuali controlli della pressione sanguigna se non si è consumatori abituali, in modo da evitare di avere risultati sballati e diagnosi errate.

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