Alzheimer, primi sintomi e novita dalla ricerca

" Un test per l'Alzheimer volto a individuarne i primi sintomi e le recenti scoperte degli scienziati per rallentare il decorso di questa patologia. "

Data: 20/1/14 | Vista: 1708

Alzheimer, primi sintomi e novita dalla ricerca

Morbo di Alzheimer: i primi sintomi e il punto sulla ricerca medica

In questo articolo torniamo a parlare di Alzheimer, una delle patologie neurodegenerative più diffuse e invalidanti oggi. Sono moltissime le persone che soffrono di questo tipo di demenza senile alla quale, purtroppo, non esiste ancora una cura.

L'unica risorsa per contrastare l'Alzheimer, oggi, è puntare sulla diagnosi precoce così da poterne rallentare il decorso. Ecco, quindi, come individuarne i primi sintomi e le novità provenienti dal mondo della ricerca.

L'Alzheimer e i suoi primi sintomi

È fondamentale imparare a riconoscere i sintomi iniziali dell'Alzheimer soprattutto se nella storia della famiglia ci sono stati già in passato dei casi. Per individuarli, la prima cosa da tenere a mente è che si tratta di una patologia a esordio presenile: i sintomi possono avere, quindi, un esordio abbastanza precoce.

I primi sintomi del morbo di Alzheimer, quindi, tendono a coinvolgere principalmente la memoria e le abilità cognitive: si manifestano, quindi, frequentemente i cosiddetti 'vuoti di memoria' che, in termini tecnici indicano una carenza cerebrale nella memoria a breve termine. Inoltre, rientra tra i primi sintomi dell'Alzheimer una lieve confusione quando ci si trova al di fuori del contesto famigliare.

A causa del decorso rapido della malattia, i sintomi dell'Alzheimer tendono a farsi sempre più evidenti e invalidanti per la persona che ne soffre. Consigliamo, quindi, alle persone a rischio e ai loro famigliari di prestare molta attenzione ai primi sintomi così da poter eventualmente agire quanto prima per rallentare la degenerazione neuronale.

Le più recenti scoperte sul morbo di Alzheimer

La ricerca, fortunatamente, è instancabile e gli scienziati di tutto il mondo compiono ogni giorno passi avanti importantissimi in questo ambito. Recentemente, infatti, è stato messo a punto un test di autodiagnosi da fare tranquillamente a casa in 15 minuti volto a individuarne i primi sintomi così da agevolare le cure precoci. Si chiama SAGE ed è volto a misurare le abilità cognitive, mnemoniche, logico-linguistiche e di calcolo di chi vi si sottopone.

Altre ricerche, inoltre, hanno messo in evidenza una possibile relazione tra il morbo di Alzheimer e l'anemia è stato notato, infatti, che i malati di Alzheimer hanno valori molto bassi di emoglobina nel sangue e sono a rischio di anemia. Gli scienziati non sanno ancora dove condurrà questa nuova scoperta ma si spera che possa portare a strumenti di diagnosi precoce più rapidi ed efficaci o a terapie vere e proprie.

In ultimo, gli studiosi hanno scoperto che l'integrazione di vitamina E nelle fasi iniziali della malattia poterebbe a un rallentamento del suo decorso dalla fase lieve a quella moderata del morbo.


L'Alzheimer nelle sue forme più avanzate diventa fortemente invalidante per chi ne è affetto. L'assistenza è fondamentale, quindi, per assicurare ai malati le cure più adeguate. Se siete alla ricerca di una casa di cura, la Seconda Gioventù è a vostra disposizione: scoprite i nostri servizi e contattateci per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento in sede.

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